In sintesi: 383 euro oggi, 500 euro per gli arretrati
Per l’anno scolastico 2025/26 la Carta del Docente vale 383 euro: lo ha stabilito il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026, in applicazione della Legge di Bilancio 2025.
La riduzione non deriva da un taglio del diritto ma da un meccanismo nuovo: l’importo non è più fisso a 500 euro, viene determinato ogni anno con decreto — fino a un massimo di 500 euro — dividendo le risorse disponibili per una platea che si è allargata.
Attenzione al punto che interessa di più i precari: gli arretrati degli anni scolastici passati non sono toccati dalla riduzione. Per le annualità in cui il beneficio non è stato erogato, il valore recuperabile con il ricorso resta di 500 euro per anno, fino a cinque annualità.
Perché l’importo è sceso a 383 euro
Fino all’anno scolastico 2024/25 la Carta del Docente valeva 500 euro per tutti i beneficiari. Con la Legge di Bilancio 2025 (L. 207/2024) il legislatore ha cambiato impostazione: l’estensione del beneficio ai supplenti è stata resa strutturale, ma l’importo è divenuto variabile, determinato ogni anno con decreto interministeriale in funzione delle risorse stanziate e del numero dei beneficiari.
Nel corso del 2025 la platea si è ulteriormente allargata: il D.L. 127/2025 (convertito nella L. 164/2025) ha esteso il beneficio anche ai supplenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo.
Il decreto interministeriale n. 59 del 31 marzo 2026 ha tratto le conseguenze: a parità di risorse, con più beneficiari, l’importo per l’anno scolastico 2025/26 è stato fissato in 383 euro. L’accredito è avvenuto a marzo 2026, con importo spendibile fino al 31 agosto 2027.
A chi spettano i 383 euro (e chi resta escluso)
Per l’anno scolastico 2025/26 l’accredito automatico spetta ai docenti di ruolo, ai supplenti con contratto annuale al 31 agosto, ai supplenti con contratto fino al 30 giugno e al personale educativo.
Restano esclusi dall’accredito automatico i supplenti brevi e saltuari, nonostante la Corte di Giustizia UE (sentenza 3 luglio 2025, causa C-268/24) abbia dichiarato contraria al diritto dell’Unione la loro esclusione automatica dal beneficio. Per queste posizioni il riconoscimento va ottenuto in via giudiziale: il tema è approfondito nella pagina dedicata al ricorso per le supplenze brevi.
Gli arretrati non sono ridotti: valgono ancora 500 euro l’anno
La riduzione a 383 euro riguarda soltanto l’anno scolastico 2025/26. Le annualità precedenti — quelle in cui il docente precario è rimasto escluso dal beneficio pur avendone diritto secondo la giurisprudenza — si recuperano con ricorso al Giudice del Lavoro al valore pieno dell’epoca: 500 euro per ciascun anno scolastico utile.
Il limite è la prescrizione quinquennale: sono recuperabili fino a cinque annualità, per un massimo di circa 2.500 euro. Ogni anno che passa, però, un’annualità esce dalla finestra di recupero: chi ha svolto supplenze negli anni scorsi ha quindi interesse a verificare la propria posizione senza attendere.
Per una stima immediata e gratuita è disponibile il calcolatore degli arretrati; la valutazione preliminare dello Studio resta in ogni caso gratuita e senza impegno.
La differenza tra 383 e 500 euro si può contestare?
È la domanda che molti docenti si pongono: se la legge fissa un tetto di 500 euro e il decreto ha erogato 383 euro, la differenza di 117 euro è dovuta?
La questione è giuridicamente aperta. Da un lato, la determinazione annuale dell’importo entro il tetto massimo è oggi prevista dalla legge, e il decreto ne costituisce applicazione. Dall’altro, la Corte costituzionale (sentenza n. 121/2025) ha affermato un principio rilevante: l’assenza di copertura finanziaria non è, di per sé, una ragione valida per negare o comprimere il beneficio riconosciuto come dovuto.
Su questo filone non esiste, allo stato, un orientamento giurisprudenziale consolidato: eventuali iniziative vanno valutate caso per caso, con la consapevolezza che l’esito è incerto. Lo Studio segue l’evoluzione della questione e aggiorna questa pagina alle novità rilevanti.
Cosa può fare concretamente il docente
Primo: verificare l’accredito 2025/26 sul portale cartadeldocente.istruzione.it con SPID o CIE. Se il contratto rientra nelle tipologie tutelate e l’importo non compare, il diritto può essere fatto valere.
Secondo: verificare gli anni passati. Chi ha svolto supplenze al 31 agosto, al 30 giugno o supplenze brevi con almeno 180 giorni di servizio nell’anno può recuperare fino a cinque annualità arretrate da 500 euro con ricorso al Giudice del Lavoro, senza anticipo di spese.
Terzo: chi ha già una sentenza favorevole rimasta ineseguita da oltre 120 giorni dalla notifica può agire in ottemperanza dinanzi al TAR per ottenere l’accredito. Anche per questo giudizio non è richiesto alcun anticipo.
Domande frequenti
Perché ho ricevuto 383 euro invece di 500?+
Per l’anno scolastico 2025/26 l’importo della Carta del Docente è stato fissato in 383 euro dal decreto interministeriale n. 59/2026: la legge prevede ora un importo determinato ogni anno, fino a un massimo di 500 euro, in funzione delle risorse e del numero dei beneficiari, che nel frattempo è cresciuto.
La riduzione a 383 euro vale anche per gli arretrati?+
No. Gli arretrati delle annualità passate si recuperano al valore dell’epoca: 500 euro per ciascun anno scolastico utile, fino a cinque annualità per la prescrizione quinquennale (circa 2.500 euro complessivi).
Posso chiedere la differenza tra 383 e 500 euro?+
La questione è aperta e non esiste un orientamento consolidato. La Corte costituzionale (sent. 121/2025) ha affermato che la carenza di risorse non giustifica di per sé la compressione del beneficio, ma la determinazione annuale dell’importo è oggi prevista dalla legge: ogni iniziativa va valutata caso per caso, senza garanzie di esito.
Ho fatto supplenze brevi: mi spettano i 383 euro?+
I supplenti brevi e saltuari restano esclusi dall’accredito automatico previsto dal DM 59/2026. Il riconoscimento va ottenuto in via giudiziale, alla luce della sentenza della Corte di Giustizia UE del 3 luglio 2025 (C-268/24) e della regola dei 180 giorni di servizio nell’anno scolastico.
Entro quando posso spendere i 383 euro del 2025/26?+
L’importo accreditato a marzo 2026 per l’anno scolastico 2025/26 è spendibile fino al 31 agosto 2027, secondo le indicazioni ministeriali.

Avv. Generoso Yuri Restina
Foro di Roma
Avvocato del Foro di Roma, iscritto all'Albo dell'Ordine degli Avvocati di Roma dal 2022. Lo Studio si occupa prevalentemente di controversie di lavoro, con particolare riferimento alle posizioni del personale scolastico a tempo determinato.
Via Cesare Beccaria, 11 — 00187 Roma